Perchè studiare giurisprudenza?

Spesso, purtroppo, sento dire: “non sapevo cosa fare all’università, quindi ho scelto giurisprudenza”. Questa frase mi fa rabbrividire. Per quale motivo? No, non dirò che il diritto è una vocazione. Il diritto, a mio avviso, è una scelta che presuppone: amore, costanza, perseveranza e “parsimonia”.

La facoltà di giurisprudenza si ama o di odia. Non ci sono vie di mezzo. Non può solo “piacere”. Perché? Perché vi assicuro che serve un amore davvero forte, un sentimento autentico per mandare giù tutti i vari tipi di obbligazioni. Ed anche tutti i tipi di contratti. E vogliamo parlare dell’ansia di distinguere un fatto che costituisce dolo eventuale da un fatto che rappresenta colpa cosciente? Ma soprattutto: qualcuno mi deve spiegare come ha fatto Tizio a scambiare Caio per un fagiano, in pieno giorno, alla luce del sole e ad ucciderlo durante una battuta di caccia commettendo errore. Voglio dire: una persona e un fagiano non sono poi così simili. Sta di fatto che, però, tutto questo lo devi studiare e ripetere. E ripetere. E ripetere. Se questo non è amore..

E questo sentimento dev’essere costante. Non ci si possono prendere “pause di riflessione” dal diritto. Anche perché da “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato” (art.114 Cost.) a “Province? Chi ha mai parlato di Province?” è un attimo.

Poi bisogna perseverare. Lo so che tutte quelle ore passate a studiare procedura, per poi prendere 24, ci fanno star male. Lo so che per portare tutti i giorni una borsa di venti chili con il trattato di privato ed il codice civile in biblioteca ci è costato il mal di schiena. Ma tutti i grandi amori fanno soffrire un po’. “Ma ne vale la pena?” Assolutamente si.

Ne vale la pena, perché è il diritto che cambia il mondo. Sono le leggi a cambiare il sistema. E l’uomo che conosce il diritto è un uomo forte. E’ un uomo protetto, perché armato. E le armi, si sa, occorre usarle con parsimonia. Quante volte abbiamo sentito dire: “Io taglierei la testa a tutti coloro che uccidono gli animali”. Si, ma se Tizio investe un cane che ha improvvisamente attraversato la strada, di notte, per evitare uno scontro con un camion? Oppure: “I processi dovrebbero durare massimo qualche mese. E’ da tre anni che pago il mio avvocato”. Ma sei stato vittima di un reato colposo o doloso? E quale grado della colpa è imputabile al reo? E parliamo di colpa cosciente o incosciente? Possiamo escludere cause di giustificazione? E vi sono aggravanti, attenuanti o entrambe? E potremmo continuare ancora per molto. Ecco perché le sentenze non possono essere elaborate in un giorno.

Il diritto è un mondo affascinante, vario e pericoloso. Ed ecco perché non tutti possono praticare il diritto. In molti possono studiarlo, ma se questo studio è utile solo a riempire la testa, lasciando vuoto il cuore, vuol dire che questa non è stata la scelta giusta. Chi studia giurisprudenza è necessario che sappia bene “cosa fare”.

 

Eleonora Galati

 

 

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