L’altro lato della misoginia: 5 affermazioni che abbiamo sentito almeno una volta nella vita (e che ci hanno fatto sentire “diverse”)

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Un istinto comune nell’essere umano è quello di categorizzare: esiste il bello ed il brutto, il buono ed il cattivo, la moralità e l’immoralità.

Tutti fieri delle nostre convinzioni, tutti disposti a sostenerle e difenderle a qualsiasi costo, tutti allegramente inconsapevoli del fatto che, spesso e volentieri, assumiamo atteggiamenti barbaramente contrastanti con quelle stesse convinzioni che vantiamo di appoggiare.

Proprio qualche giorno fa, in occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne (25 Novembre), la quasi totalità dei miei contatti Facebook ha dedicato un momento della propria giornata a condividere link/foto/stati/articoli, in merito a tematiche come la violenza domestica, il femminicidio o lo stalking. Un atteggiamento nobile e certamente positivo, ma che, senza accorgercene, ogni giorno tradiamo, pronunciando frasi come queste:

Non voglio avere figli. “Ma tanto cambierai idea”, “Essere madri è la cosa più bella del mondo”. “Una donna non dovrebbe mai dire una cosa del genere”, “Sei egoista”. Queste sono tutte le frasi che, se non quotidianamente, quantomeno settimanalmente, mi sento ripetere da chiunque venga a conoscenza della mia idea di non voler avere dei figli. La cosa più oscena è che la maggior parte di queste frasi provengono da persone del mio stesso sesso.

Si, ho 23 anni e non voglio avere figli. E non vedo quale sia il problema. Non ho la vocazione per fare la madre, mi dispiace. Non è egoismo, ma, al contrario, penso sia una scelta intelligente ed altruista: sono consapevole di non voler diventare madre e non vedo perché dovrei mettere al mondo un figlio per fare un piacere alla società o per garantirmi un essere che mi ami incondizionatamente per tutta la vita. Sento altre vocazioni, ma non quella di fare il genitore.

Sono una donna, ma soprattutto sono una persona. Non sono una macchina progettata per partorire bambini. Sono molto felice per le donne che hanno scelto di diventare madri e per quelle che lo diventeranno. Ma la felicità non è uguale per tutti ed io, come ogni altro essere umano, ho diritto a curare e difendere la mia idea di felicità.

Non solo: per quanto mi riguarda, la mia è una scelta libera. Ma mi piacerebbe ricordare, a tutti i fenomeni super fans dell’incremento demografico, che molte donne non possono avere figli. O magari possono, ma sono state vittima di uno stupro e non se la sentono di avere un rapporto sessuale per i prossimi vent’anni. Oppure hanno semplicemente un orientamento omosessuale. Tutte valide motivazioni che spingono a dire “non voglio avere figli” e che non devono essere giustificate a voi.

Mangi tanto per essere una donna. Mangio quando ho fame. E anche quando ne ho voglia. E decido io cosa mangiare e in che quantità. Esattamente come può fare un uomo.

Sembra incredibile, ma non a tutte noi importa della prova bikini o della taglia dei jeans. Ci sono donne che amano il cibo ed amano contemporaneamente il proprio corpo. Se godo di ottima salute e quando mi guardo allo specchio mi trovo assolutamente attraente e piacevole, non vedo per quale assurdo motivo dovrei cominciare ad ordinare soltanto insalate quando vado al ristorante. Ah, è vero: perché sono una donna! Applausi.

Ma hai un fidanzato? No. E non ho intenzione di averne uno. Non ho bisogno, né voglia di avere un uomo al mio fianco al momento. Non amo la vita di coppia e non amo la convivenza. Odio la routine e non mi piace dare conto a nessuno di quello che faccio, così come non amo giustificare i miei ritardi o dare spiegazioni se esco a bere un caffè con il mio migliore amico.

Anche qui, un grande classico: “Ti innamorerai e cambierai idea”. Può darsi, solo gli stupidi non cambiano mai idea. Ma se così non fosse? Andrebbe benissimo ugualmente. Sono una donna, non ho mica un handicap. So cavarmela da sola e posso arrivare da sola dove voglio, non mi serve un accompagnatore. Né il vostro augurio di trovarne uno al più presto.

Volete la parità dei sessi, ma poi vi fate pagare la cena. Per quanto mi riguarda, io, come tante altre donne, ho un lavoro ed una famiglia che mi sostiene. Grazie al Cielo posso pagarmi da sola tutte le cene che voglio. Ho anche due braccia e due gambe, per cui posso aprire da sola la portiera della macchina o il portone di casa. Semplicemente ho un papà che, tutti i giorni della mia vita, versa a me e alla mia mamma l’acqua o il vino a tavola, che, quando da piccola volevo dormire nel lettone, si offriva spontaneamente di dormire sul divano e che mi aiuta ad indossare il cappotto prima di uscire. E questo mi ha portato ad apprezzare maggiormente un uomo che sappia anche essere un gentleman.

Poi, per quanto mi riguarda, ogni uomo è libero di atteggiarsi come crede e di andare in giro anche con una clava in mano, se ne ha voglia. Non abbiamo bisogno della vostra galanteria, è qualcosa di cui possiamo fare tranquillamente a meno. Della parità dei sessi, no.

E a proposito di sessualità: solo gli uomini fanno “certe cose”. No. Anche le donne hanno una sessualità. Ed un’auto-sessualità aggiungerei. Le donne hanno desideri ed impulsi sessuali, le donne praticano la masturbazione e comprano i profilattici, le donne si informano e discutono di sessualità, così come ogni donna è libera di cercare ed ottenere relazioni di solo sesso, se lo desidera. Esattamente come un uomo. E non c’è niente di strano o scandaloso in questo.

Prego, cortesemente, tutti coloro che ritengono assurdo e vergognoso, se non amorale, tutto questo, di illustrarmi l’esatto motivo per cui un uomo può svolgere tutte le attività di cui sopra ed una donna no. Perché a me sfugge. O, semplicemente, non esiste.

La violenza e la discriminazione di genere rappresentano un dramma attuale contro cui dobbiamo combattere. Ma vi assicuro che la violenza e l’oppressione gravitano anche fuori dalle pagine del codice penale e, spesso, sono opera delle donne stesse.

Ad ognuna la sua vita, ad ognuna le sue scelte.

Ora, come allora, sogno una società in cui ognuna di noi possa sentirsi libera di essere donna, “senza paura”.

 

 

Eleonora Galati

 

 

 

 

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