Sterilizzazione ed odio sociale

APERTURA

 

La sterilizzazione femminile (o sterilizzazione tubarica) è una procedura attraverso la quale è possibile chiudere o bloccare (in modo permanente, ad eccezione di rari e dolorosi casi) le tube di Falloppio di una donna.

E’ un’operazione sicura? Si, in genere avviene in assoluta sicurezza, sebbene ci siano da considerare alcuni fattori di rischio, che possono variare da donna a donna e dal modo in cui viene praticata la sterilizzazione, il più comune è certamente il rischio di gravidanza extrauterina. Non comporta alcuno scompenso ormonale e non fa anticipare la menopausa.

Sono sempre di più le donne che ricorrono alla sterilizzazione, anche in giovane età, per i motivi più disparati.

Per chi (e perché) è utile la sterilizzazione? Questa pratica è un metodo anticoncezionale. E’ abbastanza sicuro (esiste sempre una minima percentuale di rischio) ed è una soluzione per le donne che non possono (o non vogliono) assumere la pillola anticoncezionale o che presentano allergie al condom. In questo modo, non c’è la necessità di ricorrere al cosiddetto coito interrotto, molto meno sicuro e più rischioso per la salute dell’uomo.

Dunque, è utile ad evitare gravidanze indesiderate. E’ utile per chi non desidera avere un figlio (neanche in futuro), per tutte le coppie che non vogliono trasmettere una malattia ereditaria o per quelle donne la cui salute (o la cui vita) sarebbe messa a rischio da una gravidanza.

E’ utile ad evitare di dover ricorrere all’aborto, in quanto, se qualcuno non lo sapesse, abortire è un diritto, ma soprattutto è una scelta dolorosissima, che mette a dura prova l’equilibrio mentale di una donna (no, le donne che ricorrono all’aborto, appena uscite dall’ospedale, non danno un grande party mentre “Gesù piange”, sono loro che piangono, da sole, per mesi).

Tutte queste donne, però, hanno un fattore in comune: l’odio sociale. La differenza tra loro e le streghe del Medioevo non è poi tanta: vengono guardate come soggetti influenzati dal demonio, insensibili, egoiste, cattive. Come tutte le donne che non vogliono avere figli, del resto.

A tutti questi super fan della maternità, allevatori di cicogne, angeli del focolare, fascisti/e, maschilisti/e, sostenitori dell’incremento demografico e portatori di odio e discriminazione nei confronti di queste donne, vorrei comunicare tutta la mia compassione, la mia pena ed il mio affetto: siete malati. Di ignoranza. E non so se mai potrete guarire. Credo che siate gli stessi fenomeni della processione riparatrice successiva al gay pride di Rimini. Vi abbraccio forte, davvero.

Alle donne che scelgono con la propria testa e per la propria felicità: non permettete mai a nessuno di farvi sentire sbagliate, diverse o meno donne. “La maternità non è un destino. E’ una scelta”.

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