Predazzo in tre giorni: cosa vedere, fare e mangiare

Penso che l’obiettivo di un viaggio sia la ricerca di un luogo di cambiamento ed arricchimento; un posto in cui staccare la spina, per poterne attaccare una nuova, magari con la complicità di una doppia presa, che abbia un’energia positiva, pulita, ancora da sfruttare.

Una settimana fa, in questo preciso istante, salivo su un treno che mi avrebbe portato tra i monti, dove il sole è tiepido e la sera fa un po’ freddo, ma l’animo magicamente si scalda: tre cambi di treno (e stato d’animo) dopo, ero nella Val di Fiemme, precisamente nella minuscola frazione di Predazzo, Bellamonte.

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I mezzi di trasporto

Se, come me, prima di una partenza riempite due pagine dell’agenda per organizzare ogni dettaglio del viaggio, vi avverto che la questione trasporti manderà in crisi la perfezione della vostra mappa concettuale: dai siti Internet, infatti, è difficile ricavare delle informazioni precise al riguardo, sebbene (per fortuna) sia molto semplice informarsi in loco!

Da Predazzo, infatti, è facile raggiungere tutte le splendide località che si trovano nelle vicinanze (Moena, Tesero, Canazei, Cavalese, ecc…), sia in macchina che in autobus.

Se vi muovete in macchina, è bene sapere che vi aspettano un discreto numero di tornanti, quindi avventuratevi in strada solo se siete pratici delle strade di montagna,  mentre, se siete in autobus (ce n’è circa uno ogni ora!) chiedete informazioni alla reception del vostro hotel (qualsiasi esso sia): lì vi sarà fornita una guida con i vari orari (delle navette e dei bus) ed una GuestCard, che vi permetterà di viaggiare su tutti i mezzi, come fosse un biglietto unico, e di accedere ai vari musei e percorsi enogastronomici e culturali!

Cosa vedere

Ad accogliervi ci sarà un panorama mozzafiato: libertà, calma e quiete sono le parole d’ordine.

Predazzo è un posto fuori dal tempo: strade bianche e pulite, piccoli negozi con le insegne incise nel legno, case con il tetto spiovente ed i balconi con i gerani, i lavatoi in piazza, con l’acqua ghiacciata e l’odore del sapone di Marsiglia. Un labirinto sicuro, in cui perdere il senso dell’orientamento, per ritrovare se stessi.

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I volti della gente, la legna impilata ai bordi delle strade, il profumo di dolci che proviene dai forni e panetterie, trasudano tradizioni antiche e storie secolari, quelle che vengono raccontate nel Museo Geologico delle Dolomiti, che illustra il passato della Val di Fiemme, da un punto di vista geografico e storico: si trova nel centro di Predazzo, a poca distanza dalla Chiesa del paese.

Entrateci in quella Chiesa, indipendentemente dal vostro Credo: lo stile semplice, ma imponente, la presenza di tanti, differenti organi ed altari, la dignità ed il tono sommesso e sereno con cui la gente prega, è qualcosa che merita di essere visto e vissuto.

Tutto intorno alla piazza, si snodano vicoli disseminati di minuscoli negozi e botteghe caratteristiche, illuminati dalle lucine, in cui acquistare tantissime cose belle, quelle chicche da viaggio, che non troverete da nessun’altra parte: oggetti di cancelleria in legno, gnomi portafortuna, cuori di pietra decorati a mano, scacciapensieri con le campanelle, mini lanterne da scrivania e tanti altri dettagli insoliti e meravigliosi.

Oltre al lato artistico-culturale ed allo shopping, è doverosa una tappa nella natura: i percorsi sono davvero tantissimi, ma, se come nel mio caso, avete poco tempo e non siete degli esperti della montagna, potete provare il sentiero che conduce al Ponte Sospeso.

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Il sentiero è abbastanza lineare e si può percorrere anche senza bastoni, con semplici scarpe da trekking: vi troverete immersi in un bosco fiabesco, intenti ad osservare i fiori, i funghi e le more che crescono sul ciglio del percorso; il vostro cammino sarà scandito da case e rifugi di una bellezza sconvolgente, fino a giungere alla meta, il Ponte Sospeso.

Si tratta di un ponte traballante (sul quale si può salire in non più di 10 persone e non è possibile passarci sopra in mountain bike!), dal quale ammirare un ruscello apparentemente nascosto, incorniciato da rocce e piccole cascate!

Il cibo

Il cibo, in Trentino, è molto più di un piacere: è un’esperienza sensoriale.

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Oltre ai grandi e meravigliosi classici della zona (salumi, formaggi, canederli, polenta, pretzel, ecc), io ho letteralmente perso la testa per gli Shlutzkrapfen, dei tortelloni ripieni di patate e pancetta, serviti con formaggio Gradevole fuso ed una spolverata di prezzemolo. Tra i primi, provate anche il ragù di selvaggina, magari con maltagliati o tagliatelle: hanno un sapore raro, specie se accompagnate ad un bel rosso fermo (io le ho provate con un Valpolicella).

Io ho cenato spesso al Ristorante Antico, a Bellamonte, un posto in cui ci si sente a casa, coccolati ed un tantino viziati! È gestito da un team completamente al femminile, che trasmette spensieratezza, sicurezza e voglia di fare; se ci passate, provate assolutamente la salsiccia con polenta fritta e formaggio fuso e la torta Sacher o lo Strudel: raramente ho mangiato qualcosa di così buono.

A proposito di dolci: non soffermatevi solo sui più rinomati, provate anche la Torta Linzer (una crostata con mandorle, cannella e marmellata di frutti rossi), le Mele in Camicia (fagottini di sfoglia ripieni di mele cotte) e la Torta alla Ricotta (frolla con ripieno di ricotta lavorata con lo zucchero a velo ed uvetta), per la quale io ho un vero e proprio debole (se vi capita, provate quella della Pasticceria di Tonino!).

Dove ho dormito

Predazzo è piena di hotel e B&B, adatti a qualsiasi esigenza. Io ho dormito all’Hotel Bellamonte, un classico hotel di montagna, con tanto di piscina e spa, in cui godersi un idromassaggio o una sauna ammirando un paesaggio degno di un dipinto. È il posto ideale per qualsiasi tipo di viaggio vogliate fare ed è perfetto per godersi delle ore di piacevole benessere, anche quando il tempo non permette di fare escursioni e passeggiate!

Finalmente ho trovato una risposta a quella famosa domanda di Banana Yoshimoto, “Nelle città senza mare chissà a chi si rivolge la gente per ritrovare il proprio equilibrio”: ci si rivolge alle sfumature di verde dei monti, alle macchie di ossigeno che vanno dallo smeraldo al verde scuro, passando per rivoli azzurri di acqua limpida; ci si rivolge alle albe rosa chiaro, prima che esplodano nel rosso fuoco, tra le nuvole d’oro; ci si rivolge ai sorrisi della gente, ai bambini, sorpresi, che indicano i cavalli ed i cerbiatti in libertà, all’odore di pane e dolci per le strade. E ci si ritrova nelle piccole cose, nella magia di un posto incontaminato dalla frenesia odierna, dove ricostruirsi un equilibrio sano, di quelli che portano ad una felicità semplice.

 

 

 

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