DDL Pillon: cos’è, cosa prevede e perchè non deve essere approvato

Il disegno di legge Pillon, sull’affido condiviso dei figli ed il loro mantenimento, ha l’obiettivo di introdurre la “bigenitorialità perfetta”: vale a dire che, in caso di separazione, tutto ciò che attiene ai figli (affido, mantenimento, costi, tempo da trascorrere col minore) deve essere equamente diviso tra padre e madre.

I bambini devono, quindi, trascorrere lo stesso quantitativo di ore mensili con entrambi i genitori, i quali – altra perla del ddl in questione- devono obbligatoriamente ricorrere alla mediazione, con lo scopo di raggiungere un accordo riguardante i minori.

Anzitutto, se consideriamo che il senatore Pillon, organizzatore di quell’altra grande trovata del Family Day, è un convinto sostenitore dell’anti-aborto e fermamente contrario alle unioni civili, non c’è da sorprendersi che tale disegno di legge sia un agglomerato di “cose” senza senso, mosso da qualche reminiscenza fascisteggiante, da una totale ignoranza dell’attuale situazione sociale, che vede, ogni giorno, donne e minori vittime di violenza domestica e da una discreta componente di sudicio maschilismo.

Infatti, l’obiettivo del ddl è proprio quello di eliminare <<la posizione di svantaggio dell’uomo, in quanto, nelle separazioni, è quasi sempre il padre ad essere escluso dalla vita dei figli>>.

Pillon, aggiunge anche di <<avere l’obiettivo di combattere la violenza domestica, ma anche la finta violenza domestica, millantata per ottenere l’affido esclusivo dei figli>>.

Vediamo se ho capito bene: il mio compagno mi picchia o, magari, non mi picchia, ma mi insulta, umilia, mortifica, spersonalizza, rimprovera, perseguita (tutte forme di violenza riconosciute e punite dalla legge), il tutto in presenza dei miei figli, che, chiaramente, crescono con forti disagi mentali e traumi psicologici. Se decido di porre fine a quest’incubo, devo, per prima cosa, procurarmi delle prove (e, se non riesco ad averle, mi arrangio, continuando a subire violenza, altrimenti mi diranno che ho inventato il tutto per avere l’affido esclusivo dei figli).

In secondo luogo, dopo aver intrapreso, finalmente, l’iter della separazione, vengo costretta a sottopormi alla mediazione, trovandomi di nuovo ad avere a che fare con l’uomo che mi ha distrutto la vita, al fine di trovare un accordo riguardo ai figli.

I miei figli, intanto, per 12 giorni al mese, devono restare, magari anche contro la loro volontà, in balìa del porco che, per giorni/mesi/anni, mi ha maltratto, costringendomi a pregare tutti i Santi che conosco, affinché non faccia del male anche a loro (si vedano le decine di casi di figli uccisi dai padri, per mero sfregio nei confronti dell’ex moglie).

Potrei parlare di società maschilista, di mafia, di discriminazione di genere, di oppressione dei diritti umani, di mancata tutela nei confronti del minore, di interessi economici (e personali) in gioco.

Ma non lo farò. Il ddl si commenta da solo.

Mi limito ad ampliare quella splendida frase di Eco, secondo la quale, è vero, i social network danno parola a legioni di imbecilli, ma oso dire che la politica non è da meno: masse di soggetti senza cultura e privi di intelligenza, che, invece di raccogliere la dignità e limitarsi a raccontare, al bar, le loro cialtronerie, si vestono in giacca e cravatta, diffondendo massicciamente le loro deliranti teorie e pretendendo di tramutarle in leggi.

Ad peiora.

 

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