“Le ragazze del blog”

 

Nasce un nuovo blog firmato Unipr: Victoria Oluboyo, in anteprima, ci racconta di cosa parlerà e quali saranno i suoi obiettivi

Si dice che ognuno di noi sia libero artefice della sua vita: molti scelgono di restare anonimi, preferendo osservare il trascorrere del tempo dalla platea del mondo; tanti desiderano diventare i migliori, imparando a memoria centinaia di copioni e studiando correttamente la loro parte; qualcuno, invece, sceglie di fare la differenza, d’improvvisare, accettando il rischio di sbagliare, ma con la speranza di stravolgere il finale.
Quando, però, a fare la differenza è una persona che ha incontrato mille difficoltà, alla quale hanno, più volte, cercato di tappare le bocca e di tagliare le ali, allora è il caso di inchinarci e prepararci ad un futuro Oscar.
La persona in questione si chiama Victoria Oluboyo, una donna nata e cresciuta in Italia, ma di origini straniere, che troppe volte ha dovuto raccogliere le sue forze, per scavalcare muri di ignoranza e di razzismo e che, qualche giorno fa, mi ha detto: <<Ho deciso di aprire un blog. Mi aspetto ogni tipo di reazione, ma ho intenzione di dire la mia>>.

Ti conosco, ormai, da quasi sette anni e sei sempre stata un’attivista costante, impegnata in piccole battaglie quotidiane volte difendere i tuoi ideali. Da dove nasce la tua sete di giustizia?
<<Sono sempre stata fiera della mia doppia identità. Sono una donna italiana di origini nigeriane, che, all’età di 11 anni, ha iniziato a leggere, a documentarsi, a seguire i telegiornali, per scoprire che l’immigrazione è “un problema”, che “bisogna essere accettati”, che il mondo dal quale venivo era descritto in un’unica accezione: quella negativa.
Da lì ho capito che avevo il dovere morale di smontare questa concezione. Gli episodi di razzismo, subiti a scuola e nella vita quotidiana, hanno rafforzato quest’esigenza di dire la mia e mi hanno indotto, poi, a scegliere la facoltà di legge all’università, per difendere gli invisibili>>.

Immagino che questo sarà il nodo cruciale del blog.

<<Sì, il blog, infatti, si chiamerà Oltre, perché ha l’obiettivo di superare i confini ed i limiti imposti dai pregiudizi e dalle discriminazioni. Tratterò principalmente tematiche inerenti al femminismo, all’immigrazione, alla politica estera ed all’attualità, non solo perché sono le tematiche che più mi stanno a cuore, ma anche perché credo ci sia ancora una forte ignoranza e, si sa, è dall’ignoranza che si costruiscono barriere e chiusura mentale>>.

Essere persone di successo, nonostante la discriminazione: come si fa?
<<Innanzitutto, mai scendere a compromessi. Sembra la strada più facile, ma non porta a fare la differenza. Bisogna costruire il proprio percorso, senza cercare di intralciare quello degli altri. La regola è: ispirarsi, non demolire.

Ad esempio, appassionarsi al blog di una collega dell’università, può farti maturare l’idea di aprirne uno tuo; cercare di distruggerla, non ti porterà a niente>>.

È mio dovere dirtelo: quando ho aperto il mio blog, quattro anni fa, ho ricevuto tanti consensi, ma anche tante cattiverie e tentativi di sabotaggio. So che affronterai tutto questo a testa alta.
<<La gente parlerà sempre e comunque. Vorrebbero essere al tuo posto, non riescono a farcela e allora provano a fermarti. Quando ho iniziato la mia carriera politica, tanta gente ha cercato di dissuadermi, altri mi hanno addirittura deriso, esattamente gli stessi che, negli anni, sono ricomparsi per chiedermi di inserire loro in quella realtà che, con tanto impegno e sacrificio, mi ero costruita da sola. Che dicano ciò che vogliono>>.

Probabilmente parleranno di una presunta competizione. Per quanto mi riguarda, sono entusiasta del fatto che, da ora, non ci sarà una sola “ragazza del blog”.
<<Credo molto nel “Girls empowerment”: le donne, quelle di successo, si supportano tra loro. Da mercoledì, quando pubblicherò il mio primo articolo su Oltre, saremo ufficialmente “le ragazze del blog”>>.

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